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ACCADE IN ITALIA
Avviene per ogni moda e il cibo
non poteva essere da meno.
Quello che accade negli Stati
Uniti e nei paesi anglossassoni
diventa, fisiologicamente,
anche cosa
made in Italy
.
Italianizzata, si intende.
Capita dunque che, se il
fenomeno food truck era già
tale in America e Canada
da tempo immemore, quei
camioncini, furgoncini,
cabinati con cucina
incorporata e vendita al
pubblico non poteva che
arrivare anche da noi in
versione ape car customizzato
oppure camion-ristorante.
Ben lontano dall’essere il
classico furgone che per anni
abbiamo visto nei mercati
rionali carico di polli, patatine
e formaggi, il food truck
italiano si è imposto nelle
piazze d’Italia e del mondo,
siano esse intese come “luoghi
di aggregazione storici sotto
i campanili ed i municipi
di cui è fatta la nostra bella
Italia”, siano esse pensate come
virtuali ambiti del commercio.
Sì perché, come ci insegna
anche l’esperienza di Expo
Milano 2015 o del “trendissimo”
Mercato Metropolitano del
capoluogo lombardo, ormai di
camioncini e delle loro delizie è
fatto il menù degli avventori in
cerca di nuovi indirizzi in cui
cenare, pranzare, concedersi
uno spuntino o molto altro,
H24.
Ne sono un esempio le migliaia
di attività imprenditoriali a
spasso su e giù per le Regioni o
i principali eventi di settore (al
momento non esiste ancora un
censimento o un numero definitivo).
Ne è conferma il proliferare di eventi e manifestazioni ad essi
dedicati o in cui costoro hanno un ruolo centrale, sia per cartellone
(cooking show e degustazioni vanno per la maggiore, oggigiorno)
che per posizione fisica.
Troppa concorrenza? Forse, ma è il concetto del “tanto e diverso” a
renderli tutti vincenti.
Ciascun food truck italiano, ad esempio, è facilmente riconoscibile
per logo, insegna, comunicazione, allestimento e decoro del proprio
ape-camioncino; ciascuna attività, soprattutto, è
portatrice dei
sapori della propria terra.
Ad esempio: vuoi una bistecca bella cotta come la fanno in Toscana?
Ecco La Toraia o BBQ Valdichiana. Voglia di seadas a passeggio? Il
dolce tipico sardo, ma anche tante altre prelibatezza dell’isola, sono
“su strada” grazie a Lucitta Street Food. Un aperitivo immaginando
i Faraglioni di Capri? Ecco Ape...ritivo, un’idea partenopea del
giovane chef Vincenzo Russo, tra i pionieri del settore.
E ancora: Zibo Cuochi
Itineranti, Bedda Ape, Pizza
e Mortazza, Pesce e Pane,
Zafferano in Strada, la birra
di classe di Birrabus. Persino
i ristoranti alla moda si sono
messi su strada, da Meatball
Family a God Save the Food.
Perché di food truck ne
nascono sempre di nuovi e
sempre in nuove piazze.
A Milano, la capolista tra le
città ricettive dei fenomeni
internazionali, i primi
camioncini di successo erano
stati avvistati già durante le
ultime Milano Design Week,
associate a brand-sponsor di
successo come Peugeot, ma
anche altre regioni si sono
lasciate contagiare rendendo il
fenomeno dilagante, complice
soprattutto la bella stagione.
Sarà stata l’estate, ma solo da
agosto ad oggi si sono susseguiti
EATinero - Street Food Lovers
all’italiana (tra Crema e
Cremona), Roma Food Truck
Fest, Reggio Emilia Street Food,
Streeat® FoodTruck Festival,
l’unico festival interamente
italiano a spasso per il Belpaese,
quindi, a inizio ottobre, a
Cesena, Festival del Cibo di
Strada-Saporìe.
Perché i camioncini del cibo da
strada (e non solo) sono sempre
in marcia, e a bordo non è
detto che non ci siano grandi
chef.
D’altronde, il fenomeno c’è. I
ricavi pure. Allora,
a quando
il vostro personale “ape” del
gusto?
Ve lo raccontiamo prendendo
“d’assalto” i luoghi del cuore ed
i piatti più appetitosi d’Italia.
È rivoluzione nelle cucine d’Italia e sono tutte su strada.
Anche con grandi chef!
di
Paola Perfetti
STREET
FOOD A
BORDO DI
UN APE CAR
Per gentile concessione di VS - Veicoli Speciali
®
F
OO
D TRUCK
ADVISOR
4
Per gentile concessione di VS - Veicoli Speciali