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OO
D TRUCK
ADVISOR
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meccaniche, creazione del logo e
insegna, packaging, occupazione del
suolo: quanto e come sono gravati o
ancora gravano sul bilancio della sua
impresa?
Le spese ci sono e sono tante. Ancora sto
ammortizzando allestimenti e migliorie,
packaging sempre nuovo, immagine…
Credo proprio ci vorrà un po’ di tempo.
Detto ciò non cambierei mai la mia cucina
su ruote con una postazione fissa.
Quali legami con gli enti comunali / le
istituzioni?
Ci chiedono tanta, troppa burocrazia e
sono poco pratici dell’attività itinerante.
Questo significa dover avere tanto tempo
da dedicare a documenti e documenti...
Le principali fiere a cui ha partecipato o
parteciperà?
Sono stati belli i raduni di Firenze e la
precedente edizione di Fontanellato.
Recentemente ho ridimensionato la mia
partecipazione ai grandi eventi per via dei
costi e, vista la stagione, un po’ troppo
rischiosi per il tempo.
Il miglior periodo dell’anno, ad oggi?
Aprile.
Fenomeno di tendenza o nuovo modo
di fare economia: che cosa si aspetta
dal suo food truck?
Sembra una follia: oggi tutti vogliono
fare street food o lo reputano “La”
svolta. Non saprei dire che cosa
accadrà: ciò che spero è che ci saranno
maggiori possibilità di occuparsi
liberamente di cucina di strada
senza doversi chiudere in festival
e manifestazioni simili. Mi auguro
che il mio possa diventare un lavoro
“normale”, e lo dico da mamma che fa
i salti mortali per far quadrare tutto.
Licenze: quali servono e come si
ottengono?
Dipende tanto dai Comuni. Io mi rivolsi
completamente a Comunità Montana
(che ora ha chiuso). Le solite lunghezze
burocratiche all’italiana dove, per venirne
a capo, devi avere tempo e infinita
pazienza.
Eventi privati: li realizzerebbe o ne ha
già realizzati?
Sì, qualcuno si e stanno aumentando,
soprattutto matrimoni e feste di
compleanno.
Esiste una convenzione tra truckers?
Dipende dai truckers. Di norma si assiste
a buoni scambi: di ciò che i miei colleghi
cucinano non mangio praticamente nulla
in quanto vegan, ma gentilmente, di tanto
in tanto, ci arrivano delle patatine fritte o
qualche birra…
www.
cucinandosuruote
.it
Farina di ceci
Farina di canapa
Acqua
Sale
Olio di oliva
Setacciare la farina di ceci in una capiente ciotola.
Con una frusta spezzare i grumi e lentamente
aggiungere acqua fredda (bisogna ottenere un
impasto della consistenza dello yogurt).
Aggiungere un cucchiaio di farina di canapa,
mescolare e far riposare per un paio di ore.
Trascorso il tempo: aggiungere acqua, sale, un filo
di olio di oliva. Ora l’impasto dovrà essere simile a
quello delle crepes.
Procediamo come se stessimo facendo delle
semplici crepes.
In questo periodo la sto servendo con una
crema
di patate al profumo di timo e ratauia di verdure
autunnali
.
Si arrotola per bene poi si tagliano dei tronchetti.
Volendo, si può ripassare il tutto in forno e... et
voilà una pietanza sfiziosa, nutriente, gluten free e
semplicissima da fare.
Vi aspetto in giro per l’Italia così mi dite come vi è
venuta!
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INGREDIENTI
2
PROCEDIMENTO
3
IL CONSIGLIO
Ricetta:
Farinata arrotolata
Ve la regalo perché sta
piacendo molto!
Per gentile concessione di Cucinando su ruote